La pittura di luisella Abbondi si rivolge allo spettatore, che capace di saper vincere l’impulso istintivo di titubanza e di sconcerto davanti al non convenzionale, all’inconsueto, all’atipico, al diverso, riuscendo a rapportarsi con l’immagine artistica e “derubricando” le proprie radicate sedimenzioni culturali, sia pronto ad accogliere e a recepire con mente “purificata” i segni, le forme, i colori e la materia, con cui le opere si sostanziano, restando catturato da esse e dalla loro genetica sui generis.

Alla mente e al cuore parlano le figurazioni, fluttuando dense e variopinte, nell’alchimia strutturale dominata dall’Informale. Lo spettatore, osservandole con occhio compenetrante da diverse angolazioni di veduta, si lascia andare alla libera interpretazione e insegue i suggerimenti cifrati ed enigmatici, individuando i contenuti insiti subliminali. L’impianto tonale si accende e l’arcobaleno multicolore emana vitalità e movimento.

La materia pittorica è il luogo del senso, della ricerca, dell’indagine. Intervenendo sulla materia, trasformandola e modulandola nell’aspetto, innesca un processo di conoscenza e un lavoro di coscienza e di consapevolezza del proprio fare arte, nel quale il quadro diventa campo di esercizio dell’intelletto, dove si sedimentano molteplici esperienze. Nelle composizioni si definisce una sincronia di corrispondenze immaginifiche, con funzione perlustrativa, che forniscono al fruitore la giusta chiave d’accesso. La dimensione cinetica determina una divaricazione dello sguardo tra particolare e molteplice e accentua la tensione percettiva. La luce impressionistica rende mutevole la pittura sulle trasparenze e conferisce forza evocativa.

L’impronta metafisica delle immagini e la configurazione atemporale, dilatano lo spazio e lo collocano su una linea di confine senza limiti e barriere. Materia come corpo, colore come emozioni e sensazioni: è un assioma che si traduce in un linguaggio vettore di rinnovamento della “gerarchia dell’immaginario” e di ricostruzione dell’equilibrio logico e razionale, attraverso una tensione allusiva tra passato e futuro, che si manifesta nel presente con esiti e risultati mai prevedibili.